MISURE DI PREVENZIONE CONTRO AETHINA TUMIDA

Importante avviso destinato ai nostri Soci e a tutti gli apocoltori calabresi.

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MISURE DI PREVENZIONE CONTRO AETHINA TUMIDA

Cari soci, gentili apicoltori calabresi,

riteniamo utile dare delle informazioni al fine di avviare le attività di controllo e contenimento delle eventuali infestazioni di Aethina tumida. Le condizioni climatiche favorenti (caldo-umido, ricorrenti piogge a carattere temporalesco seguite da alte temperature) potrebbero/possono influenzare notevolmente lo sviluppo ed il proliferare delle infestazioni del “piccolo coleottero delle api”.

Ciò avviene maggiormente nelle zone del territorio regionale già interessate da tale problematica. Di conseguenza, Aprocal ritiene opportuno sensibilizzare tutti gli apicoltori calabresi alla corretta attuazione di buone pratiche di prevenzione volte alla gestione e riduzione del fenomeno. Tali pratiche apistiche fungono senza dubbio da aiuto agli apicoltori nel limitare l’esposizione delle loro famiglie d’api ad Aethina tumida, nonché ad attivare misure di contenimento della diffusione.

Risulta innanzitutto fondamentale per gli apicoltori conoscere il ciclo biologico del coleottero e saperlo identificare. Allo stesso tempo ogni apicoltore dovrebbe:

  • mantenere famiglie forti e in salute, con regine giovani e prolifiche. Famiglie sane e ben popolate assicurano una maggiore difesa nei confronti di Aethina tumida;

  • ridurre al minimo le manipolazioni (apertura arnia, spostamento favi, ecc.);

  • posizionare le arnie in posti soleggiati e arieggiati;

  • utilizzare attrezzature di buona qualità;

  • mantenere una buona igiene in tutto l’apiario e nei laboratori/magazzini. Questi ultimi vanno mantenuti a basse temperature e deumidificati.

Controllo non farmacologico: le trappole

Il monitoraggio e la cattura del coleottero sono molto importanti per tenere sotto controllo le popolazioni di Aethina Tumida. Per questo motivo esistono diverse tipologie di dispositivi (trappole): le trappole diagnostiche (monitoraggio) sono solitamente costituite da policarbonato e consentono di rilevare la presenza di Aethina tumida nell’alveare; le trappole per il controllo dell’infestazione consistono in un serbatoio chiuso nella parte superiore da una griglia che consente al coleottero di entrarvi.

Le principali trappole usate nel mondo sono: Beetle Blaster (olio minerale); Beetle Barn (Coumaphos – Fipronil – Acido borico); ApiThor (Fipronil); Diatomaceous Earth Small Hive Beetle Trap; Polionda (Acido Borico – Fipronil); Slim CD-Case (Coumaphos – Fipronil – Acido Borico). Da notare che Coumaphos e Fipronil non sono attualmente autorizzati in Europa (?).

 

Controllo farmacologico:

Qualora si ravvisasse la necessità, in caso di infestazioni riscontrate, si può ricorrere ad interventi con farmaci autorizzati per l’utilizzo in apicoltura. Analogamente a quanto già avviene per i trattamenti effettuati per il controllo da Varroa destructor, anche nel caso di Aethina tumida qualsiasi trattamento deve essere effettuato in assenza di melario e nel rispetto dei tempi di sospensione indicati nel foglietto illustrativo del farmaco utilizzato. Sebbene i trattamenti farmacologici oggi disponibili possano ridurre l’infestazione, non sono in grado di eliminarla completamente.

Accorgimenti per il laboratorio di smielatura/magazzino

Aethina tumida può infestare e causare danni alle attrezzature apistiche, oltre che contaminare il miele. Di conseguenza gli apicoltori devono porre molta attenzione all’eventuale presenza del coleottero quando rimuovono i melari e li portano in magazzino o nel laboratorio di smielatura.

Nel caso in cui ci si dovesse accorgere che in tali ambienti sia presente un’infestazione di Aethina tumida, l’apicoltore dovrà seguire le seguenti pratiche:

  • estrarre subito il miele dai melari (entro 2-3 giorni dalla rimozione dagli alveari);

  • utilizzare sempre l’escludi-regina e, se ciò non avviene, assicurarsi che non ci sia covata nei melari;

  • mantenere il laboratorio di smielatura ed il magazzino il più possibile puliti;

  • rimuovere dai locali i favi, la cera di opercoli ed i residui di lavorazione o conservarli in contenitori ermetici;

  • conservare i favi di miele, i favi smielati ed i melari non utilizzati in congelatore, camera fredda o in un locale a bassa umidità.

Augurandovi un buon lavoro, vi invitiamo a contattarci per eventuali chiarimenti ed interventi in apiario.

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